Emozioni spezzate (Psicoterapia) (Italian Edition) by Silvia La Chiusa

Emozioni spezzate (Psicoterapia) (Italian Edition) by Silvia La Chiusa

Author:Silvia La Chiusa [La Chiusa, Silvia]
Language: eng
Format: epub
Tags: Saggistica, Psicologia, psicanalisi, psicoanalisi, setting gruppale
Publisher: ARPANet
Published: 2015-02-24T05:00:00+00:00


CAPITOLO QUARTO

Alessitimia

4.1. Una descrizione

Dal greco a (mancanza), lexis (parola) e thymos (emozione), il termine alessitimia significa letteralmente “assenza di parole per le emozioni”. Rimanda a una difficoltà di esprimere a parole i contenuti emotivi. Tale difficoltà è associata a una incapacità di riconoscere, identificare ed esprimere all’esterno le proprie emozioni.

Il termine fu introdotto per la prima volta dallo psichiatra Sifneos negli anni ’60 in seguito a numerose osservazioni su pazienti e soggetti con disturbi psicosomatici. Sembra infatti che l’alessitimia sia non solo una difficoltà nel riconoscere le emozioni e verbalizzarle, ma anche nel distinguerle dalle sensazioni corporee. Già negli anni ’50 MacLean si rese conto che molti pazienti con disturbi psicosomatici avevano un’alta difficoltà a verbalizzare le proprie emozioni. Da ciò lo studioso ipotizzò che alcuni soggetti non in grado di accedere alle emozioni disturbanti tendono a riversarle sul corpo tramite una sorta di conversione intesa come meccanismo di difesa dall’emozione disturbante stessa.

Negli anni ’60 Marty e De M’Uzan rivolsero la loro attenzione a quello che poi fu indicato come pensiero operatorio, ovvero una modalità di pensiero orientato non al vissuto emotivo interno, bensì ad aspetti operativi e utilitaristici orientati quindi all’esterno.

Il pensiero operatorio sembra essere maggiormente presente nei soggetti che più faticano ad entrare in contatto con le proprie emozioni, nei soggetti alessitimici appunto. Nel corso degli anni è nata una diatriba, tutt’ora presente, tra due correnti di pensiero. Una considera l’alessitimia un aspetto patologico tutto o nulla che quindi si rileva solo nel caso di un disturbo conclamato ed evidente. L’altra considera l’alessitimia un tratto di personalità presente in tutti gli individui a livelli diversi. Solo se il livello alessitimico supera una certa soglia di accettabilità, si parla di disturbo. A mio parere, nel tentativo di risolvere la diatriba, è determinante considerare le cause dell’insorgenza di aspetti alessitimici.



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